videocamere a scuola

Telecamere negli asili: sì o no?

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Gli ultimi casi di cronaca, hanno visto  maestre d’asilo  rendersi aguzzine dei minori affidati alle loro cure. Immediatamente online, sono apparse petizioni da parte di genitori, che chiedono l’immediata installazione di sistemi di videosorveglianza negli asili, come norma universale ed obbligatoria.

La posizione del Garante della Privacy, rimane contraria a questa linea.

Nel documento n.230 dell’8 Maggio 2013, nel quale si intimava all’asilo nido “I Pargoli” di Ravenna di rimuovere codesto dispositivo tecnologico, il Garante ha dichiarato illecito, il trattamento dei dati operato, e ha vietato all’asilo nido l’ulteriore trattamento delle immagini. Secondo il Dott. Antonello Soro: “Sistemi di controllo così intrusivi come le webcam, devono essere usati con estrema cautela perché, oltre a incidere sulla libertà di insegnamento, possono ingenerare nel minore, fin dai primi anni di vita, la percezione che sia “normale” essere continuamente sorvegliati, come pure condizionare la spontaneità del rapporto con gli insegnanti. La tranquillità dei genitori non può essere raggiunta a scapito del libero sviluppo dei figli. Non possiamo, per placare le nostre ansie di adulti, trasformare la società in cui viviamo in un mondo di ipersorvegliati, a partire dai nostri bambini”.

Il provvedimento del Garante, risulta abbastanza condivisibile, e non solo per quanto concerne gli asili nido.  L’ingresso presso la scuola dell’infanzia, soprattutto dai tre ai sei anni, rappresenta una fase fondamentale ai fini dello sviluppo psicofisico del minore, è la fase in cui il bambino inizia il processo di conquista dell’autonomia, di differenziazione dalle figure di attaccamento, conoscerà nuovi compagni, imparando le prime forme di rispetto delle regole e di socializzazione, attraverso il gioco e altre attività condivise.

Inoltre il dialogo tra genitori ed educatrici, è fondamentale ai fini di un buon inserimento, in un ambito diverso dal rassicurante e conosciuto ambiente familiare.

Concedere indiscriminatamente ai genitori, l’opportunità di entrare nel sistema di sorveglianza della scuola, attraverso una password, potrebbe incentivare un atteggiamento iperprotettivo, non funzionale alla crescita del bambino.

Vi sono altre misure affinché i bambini siano tutelati da abusi:

 

  • Test psicoattitudinali e motivazionali all’atto dell’assunzione degli insegnanti;
  • Formazione continua del personale scolastico, anche al fine di prevenire situazioni di burnout;
  • Periodi di supervisione durante l’anno;
  • Formazione dei genitori, affinché riconoscano precocemente gli indicatori di un possibile maltrattamento;
  • Sistema di videosorveglianza accessibile esclusivamente alle Forze dell’Ordine;
  • Inasprimento delle pene e certezza della pena;
  • Presenza maggiore della figura dell’Assistente Sociale nelle scuole, al fine di cogliere all’interno del sistema scolastico, quelle storture o disfunzioni che sfociano in abuso sui minori, e per un punto di riferimento che funga da collegamento sul territorio;
  • Infine, lavoro d’équipe tra Psicologo e Assistente Sociale, per le attività sopra menzionate.

Sitografia

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/2433323

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