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SOS Adolescenti!!!

L’adolescenza è quel periodo di transizione tra l’infanzia e l’età adulta che corrisponde ad un arco di tempo piuttosto ampio, in generale tra i 10/11 e i 18 anni, anche se gli stili di vita attuali portano con sé quella che viene chiamata “adolescenza prolungata”.

L’adolescente deve affrontare varie “sfide”, denominate da Havighurst “compiti di sviluppo”, che possono riguardare: sviluppo corporeo e maturazione sessuale, sviluppo del pensiero operatorio formale  (ragionamento per ipotesi), sviluppo di un’idea di sé/identità, integrazione in un gruppo di coetanei, studio e conseguimento di un diploma, preparazione ad un’attività lavorativa.

Guido Petter (1999), noto psicologo padovano, ha parlato di tre fasi nella formazione dell’idea di Sé nell’adolescente che sono influenzate da fattori personali (es. carattere, personalità, autostima) ed ambientali (sostegno genitoriale, gruppo dei pari, insegnanti) :

  • Idea di sé solo vissuta e frammentata: questa è la prima fase di formazione dell’idea di sé e ha le sue origini nella infanzia. Una prima manifestazione dell’idea di sé vissuta si ha nelle opposizioni dei bambini tra i 2 ed i 3 anni all’adulto; nella testardaggine che fa opporre un bambino al genitore attraverso una serie ripetuta di NO. In seguito l’idea di sé si va strutturando attraverso il rendersi conto dei tratti distintivi che caratterizzano un maschio ed una femmina, attraverso delle caratteristiche proprie peculiari (occhi, capelli, colore della pelle) e attraverso i propri interessi.
  • Idea di Sé cercata: è tipica della preadolescenza e si esplica nella ricerca di situazioni in cui il ragazzo può provare se stesso e confrontarsi. E’ una ricerca di esperienze che riguardano il piano delle abilità sociali, dei rapporti sentimentali e le prime esperienze nell’ambito della sessualità.
  • Idea di Sé riflessa: tipica dell’adolescenza, vede il soggetto impegnato nella riflessione sulla propria persona; l’obiettivo di tale riflessione è l’elaborare una immagine unitaria di Sé. L’immagine di sé assume una dimensione unitaria e articolata, assume una dimensione temporale in quanto deriva dal passato e si proietta nel futuro.

Diverse ricerche  hanno dimostrato che bambini in età prescolare e scolare che non sanno riconoscere e gestire le proprie e altrui emozioni manifesteranno con maggiore probabilità comportamenti devianti e malesseri emozionali in età adulta (alcol, droga, molestie sessuali, disturbi del comportamento alimentare). Perciò le abilità che con l’aiuto di genitori ed educatori devono essere promosse fin da piccoli sono quelle che vengono chiamate “life skills” (capacità di vita) ovvero:

  • GESTIONE DELLE EMOZIONI
  • GESTIONE DELLO STRESS
  • CAPACITA’ DI RISOLVERE I PROBLEMI
  • CAPACITA’ DI PRENDERE DECISIONI
  • PENSIERO CRITICO
  • PENSIERO CREATIVO
  • COMUNICAZIONE EFFICACE
  • CAPACITA’ DI RELAZIONI INTERPERSONALI
  • AUTOCONSAPEVOLEZZA
  • EMPATIA

Vediamo ora come i genitori di adolescenti possono comportarsi per favorire un dialogo costruttivo e una relazione di fiducia.

Partiamo dal considerare alcuni tra gli errori più comuni

– Esibire ad amici e conoscenti l’insoddisfazione verso i propri figli

– Fare confronti con i figli di altri

– Far sentire loro che i loro attuali limiti equivalgono al proprio fallimento

– Avere aspettative al di sopra delle loro possibilità

– Scoraggiare la loro naturale attitudine in nome di aspettative personali

– Stare troppo “addosso ai figli” con troppa presenza e troppa ansia.

Le soluzioni:

– Non criticare e non svilire le loro passioni anche se non si capiscono

– Far loro sentire che si è curiosi dei loro interessi e pronti a sostenerli

– Creare o ritrovare dei momenti di condivisione con loro, per ritrovare unità e scambio

– Il gruppo aiuta l’identità dei figli: non contrastarlo di continuo

– Sovrintendere all’utilizzo della tecnologia, così che non sfoci in una dipendenza

Cosa fare:

- Ritrova credibilità. L’autorevolezza genitoriale non si ritrova a suon di regole, di urla o di minacce, né facendo “gli amici dei figli”, ma dando loro sani e appassionati esempi di vita. Possiamo partire da nostre esperienze adolescenziali per raccontare come le abbiamo vissute e gestite; questo creerà intimità e vicinanza emotiva.

 Fornisci messaggi coerenti . Fin da piccoli i figli devono sapere che c’è un nesso tra le loro azioni e le conseguenze delle azioni stesse. Se li ricopriamo di regali a prescindere dai loro comportamenti, non apprenderanno la capacità di attesa e di conquista e non svilupperanno il senso del “guadagnarsi le cose”, che sarà importante anche in un futuro lavorativo.

- Utilizza un linguaggio costruttivo e incoraggiante. È fondamentale non esasperare i contrasti e non porre regole ferree senza motivarle; queste ultime devono essere costruite assieme a loro, mettendo assieme bisogni e richieste di entrambe le parti. L’adolescente può accettare consigli e critiche solo se affiancate da un sentito incoraggiamento e stima.

Quindi  le parole d’ordine che  devono guidare i genitori in questo percorso sono: esempio , negoziazione e fiducia.

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ILARIA1

 

 

 

 

 

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