medico2

Shock anafilattico nei bambini

In precedenza abbiamo parlato delle allergie dei bambini ( Vedi articolo: Bambini e allergie) che coinvolgono l’apparato respiratorio, adesso vogliamo soffermarci sulla forma più grave di allergia: lo shock anafilattico.

Un incubo ricorrente delle notti delle mamme, specie se primipare, è proprio questo: e se il bambino fosse allergico a qualcosa e avesse uno shock anafilattico cosa faccio?

Vediamo insieme di cosa si tratta e come intervenire.

 

Cos’è lo shock anafilattico

Lo shock anafilattico è la più grave manifestazione allergica, perché potenzialmente fatale. È caratterizzata da una grave caduta pressoria e dall’ostruzione delle vie aeree per un rilascio massivo nel circolo sanguigno di istamina in seguito alla reazione allergica.

 

Le cause dello shock anafilattico

Lo shock anafilattico è causato da reazioni allergiche ad alimenti, farmaci e punture di api o vespe. Gli alimenti più allergenici sono il latte, le uova, il grano, i crostacei, il pesce, le arachidi, il pomodoro. Dunque, si tratta di alimenti, come il latte, che possono ricorrere nella dieta alimentare di un bambino già nei suoi primi giorni di vita.

Per quanto riguarda le punture di api e vespe, questo tipo di allergia è più frequente in chi è professionalmente esposto (agricoltori, giardinieri, apicultori), ma bisogna fare molto attenzione nel periodo estivo, soprattutto quando i bambini camminano sulla spiaggia.

L’allergia ai farmaci si manifesta clinicamente in modo molto vario interessando non solo la cute (orticaria, eritema), ma anche l’apparato respiratorio (asma). Gli antinfiammatori e gli antibiotici (penicillina) sono le molecole più frequentemente responsabili.

 

Come scoprire se il bambino soffre di queste allergie?

La procedura da seguire per scoprire eventuali allergie del bambino è identica a quella per gli adulti: effettuare il Prick Test.

Il Prick test  è un test allergico che viene eseguito  a livello ambulatoriale, è indolore e non è invasivo.

Il prick test si esegue utilizzando gocce di allergene purificato che viene posizionato sulla superficie cutanea, solitamente sull’avambraccio. Successivamente la cute viene scalfita con una lancetta monouso al fine di lasciar penetrare l’allergene attraverso gli strati superficiali della cute e verificare la la reazione cutanea.

 

Cosa fare in caso di shock anafilattico

In caso di shock anafilattico portare il paziente nelle strutture competenti, dove la terapia da praticare immediatamente è l’iniezione di adrenalina  in muscolo profonda attraverso auto-iniettori, sulla faccia esterna della coscia dopo il click per 10 secondi anche attraverso i vestiti, successivamente sarà necessario somministrare antistaminici, cortisonici e broncodilatatori. È comunque necessario ricoverare in ospedale il paziente e tenerlo sotto controllo per almeno 24 h per evitare il rischio di reazioni successive (anafilassi protratta).

 

DOTT. GIUSEPPE FERRO

DERMATOLOGO  ESTETICO

via F5, 23 – 92015 Raffadali (Agrigento)

via Rocco Jemma, 106 – 90100 Palermo

g.ferroderma1@virgilio.it

 

 

Commenti


Dermatologia