Pronti per la scuola

Primo giorno di scuola: SI RICOMINCIA

 

Dopo quasi tre mesi si torna a scuola e ricominciare non è affatto facile.

 

Durante la lunga pausa estiva i ragazzi hanno modo e tempo per assumere nuove abitudini e questo rende difficile, al rientro, il recupero della quotidianità.

Tornare tra i banchi di scuola è un momento molto delicato e può richiedere del tempo, in quanto, oltre a richiamare gli alunni ad attività strutturate che richiedono concentrazione ed attenzione, smuove emozioni intense che oscillano tra due poli: entusiasmo e malinconia. L’entusiasmo nasce dal desiderio di iniziare un nuovo anno scolastico, dalla curiosità di sperimentarsi in quello che sarà un nuovo percorso e dalla gioia di ritrovare amici e compagni.

La malinconia nasce dall’incertezza e dalla confusione nel dare inizio a qualcosa di sconosciuto (soprattutto se si comincia un nuovo ciclo scolastico) e dal malessere correlato al dover sottostare, nuovamente, ad orari e compiti.

 

Passare bruscamente da un mondo di svago e il divertimento, quale era quello delle vacanze, ad un mondo di doveri non è sicuramente semplice, del resto non lo è nemmeno per noi adulti. Seppur delicato però, il ritorno a scuola non deve essere vissuto come un momento di stress, ma, al contrario come un momento di festa e come l’inizio di una nuova avventura.

 

Cosa possono fare i genitori per aiutare i propri figli a vivere la ripresa della scuola con entusiasmo?

 

1- Innanzitutto ricordando che l’entusiasmo è contagioso: accendiamo la curiosità dei ragazzi, stimolandoli sulle novità che li attendono, rimarcando che un nuovo anno scolastico vuol dire tante novità (nuovi compagni di classe, nuovi libri, nuove lezioni, nuovi insegnanti…).

 

2- E’ importante procedere per gradi prima di far riprendere ai ragazzi tutte le loro attività, sia scolastiche, che extra scolastiche, in quanto sia loro, che la   famiglia tutta, devono riabituarsi ai ritmi della ritrovata quotidianità.

 

3- Ripristinare un corretto ciclo “sonno-veglia”: è preferibile non aspettare il primo giorno di scuola per tornare ad orari regolari, ma riadattare gradualmente i ritmi quotidiani dei ragazzi, per fare in modo che la sveglia del primo giorno sia il meno traumatica possibile.

 

4- Shopping: quando ricomincia la scuola, è inevitabile comprare l’occorrente, un nuovo diario, zaino, quaderni, astuccio, colori, libri.  Dedicate tempo all’acquisto è importante perché, oltre ad essere un momento divertente, è utile ai ragazzi per prendere confidenza con il materiale didattico e percepirlo come familiare.

 

5- Riattivare il cervello, ma con calma: tornare a scuola vuol dire riattivare tutti quei processi mentali che favoriscono un buon apprendimento. E’ importante tenere a mente che i ragazzi, dopo la pausa estiva, compiono un grande sforzo per riacquistare la gestione delle proprie energie mentali e potrebbero aver bisogno, nei primi giorni, di supporto e pazienza.

 

6- Accompagnarlo i primi giorni di scuola: soprattutto se all’inizio di un nuovo ciclo scolastico e quindi di una nuova classe, è bene accompagnare il bambino sin dentro l’aula, per poter conoscere l’ambiente e salutare insieme l’insegnante e i compagni. In questo modo il distacco sarà più leggero per entrambi e darà modo al bambino di prendere confidenza gradualmente con il nuovo mondo.

 

7- Festeggiare il passaggio: Si potrebbe organizzare qualcosa di veramente speciale da fare insieme, all’insegna del divertimento, per festeggiare l’inizio del nuovo anno scolastico.

 

A volte però gli accorgimenti messi in atto dai genitori non sono sufficienti per attenuare i timori dei più piccoli, che potrebbero manifestare, comunque e nonostante i tanti sforzi, una forma di insofferenza e di paura per l’anno scolastico alle porte.

 

Lo strumento per eccellenza in questi casi è il dialogo.

E’ importante parlarne insieme, per poter comprendere appieno la natura del malessere e per poter esprimere le proprie emozioni, spiegando ai ragazzi che le loro paure sono assolutamente normali e che anzi, spesso le provano anche gli adulti.

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Dott.ssa Psicologa Nicoletta Remiddi2

 

 

 

 

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