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PIZZA E ALIMENTI AL CARBONE VEGETALE: ILLUSIONE O REALE BENESSERE

Sta facendo sempre più tendenza la scelta di alcuni panettieri, pasticceri e supermercati alla moda, di offrire al loro pubblico (soprattutto quello intollerante) panini, pizze, taralli e cornetti al carbone vegetale.

Il carbone vegetale non è altro che una polvere derivante dalla carbonizzazione senza fiamme della legna di pioppo, di salice o di altre varietà, portando il legname a una temperatura molto elevata, anche di oltre 600 gradi, in assenza di ossigeno. Grazie alla sua capacità di trattenere atomi e molecole (essendo costituito da materiale poroso) viene utilizzato in ambito medico per il trattamento e la prevenzione di intossicazioni. Proprio per le sue caratteristiche assorbenti, è indicato anche per il trattamento di problemi come aerofagia e meteorismo, gonfiore di stomaco, cattiva digestione e dissenteria.

Le sue proprietà benefiche, sono riconosciute dalla comunità scientifica e note da diversi anni, sotto forma di integratore ma non di alimento.

Il carbone vegetale, assunto come integratore è senza alcun dubbio un ottimo alleato per i disturbi relativi al gonfiore intestinale, alla stitichezza o alla presenza di sostanze tossiche assunte, al momento con gli alimenti. Invece le quantità utilizzate come additivo nelle preparazioni alimentari sono talmente esigue (10-15 g di carbone vegetale per kg di farina) da non poterlo paragonare e classificare come alimento funzionale, non risultando pertanto, efficace nella soluzione e nella prevenzione dei disturbi sopra riportati.

Tuttavia un suo utilizzo quotidiano, ne amplifica le controindicazioni: il consumo del carbone vegetale nel pane può ridurre l’efficacia di molti farmaci come gli antidiabetici e gli ormoni tiroidei, per malassorbimento, visto che il carbone si “lega” con queste medicine rendendole indisponibili. Per questo si consiglia di consumare il carbone vegetale a distanza di almeno 1-2 ore dall’assunzione dei farmaci.

Inoltre potrebbe ridurre l’assorbimento di alcune vitamine con il rischio di carenze, specie nei bambini in accrescimento.

C’è poi un altro rischio legato all’assunzione di carbone vegetale. Si tratta della presenza di benzopirene: in America ne è addirittura stato vietato l’uso (considerato non un ingrediente ma un colorante) nel pane, perché contiene benzopirene, una sostanza cancerogena derivata dalla combustione del legno. In Europa invece ne è stato consentito l’uso perché secondo l’Efsa, per le quantità minime in cui viene assunto, non ci sono rischi che il benzopirene, di per sé presente in dosi infinitesimali, possa avere effetti nocivi sulla salute.

 

Quali sono i rimedi alternativi? si può optare ad esempio, per un pane non lievitato come quello azzimo o senza glutine come quello di riso o di mais e in caso di frequenti episodi di meteorismo, limitare il consumo di prodotti lievitati.

Tra i prodotti naturali a cui sono attribuite proprietà benefiche nel contrastare il gonfiore si annoverano la tisana al finocchio o lo zenzero. Sarebbe anche opportuno modificare le proprie abitudini mangiando lentamente, introducendo un’adeguata quantità di acqua, praticando attività fisica, evitando il consumo di gomme da masticare e scegliendo opportunamente gli alimenti ricchi di fibre e le verdure.

Una sapiente integrazione di pre e pro-biotici infine risolverebbe il problema favorendo un effetto più stabile nel tempo, a differenza del carbone vegetale che agisce solo al momento.

Nessun allarmismo, quindi. Il pane nero non fa male, ma non ha quelle proprietà miracolose che troppo spesso gli vengono attribuite.

Dott.ssa Liliana Cassano (Dietista, Biologo Nutrizionista)­­­­

www.lilianacassano.it

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Dott.ssa Liliana Cassano

 

 

 

 


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