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LO PSICOLOGO: STRIZZACERVELLI O SPECIALISTA DEL BENESSERE PER TUTTI?

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Quanti di voi non hanno mai sentito il termine “strizzacervelli“? O la frase: “Gli serve uno Psicologo!” detta con un’accezione non proprio positiva?

Dalla notte dei tempi (o meglio da quando esiste la cosiddetta “Psicologia scientifica”)  l’idea che lo Psicologo sia uno specialista da cui si va se si hanno patologie mentali di un certo spessore è rimbalzata tra i più.

 

Oggi le cose fortunatamente stanno cambiando, sono sempre di più gli Italiani che scelgono la Psicologia per risolvere le loro difficoltà.

Il 6 per cento degli italiani maggiorenni, infatti, nel corso dell’ultimo anno, ha sentito la necessità di rivolgersi a uno Psicologo. In proiezione sarebbero 2.700.000 gli Italiani che hanno consultato un professionista per se stessi o per un familiare; i contatti aumentano con il crescere del titolo di studio (ricerca dell’Ordine degli Psicologi del Lazio).

Inoltre anche in età evolutiva stanno aumentando le consultazioni da parte dei genitori allo Psicologo; sovente situazioni critiche possono creare degli ostacoli ad una crescita armonica e serena nel bambino/ragazzo. Possono manifestarsi sintomi emotivi-comportamentali-psicosomatici; può succedere ad esempio che un bambino rifiuti il cibo o che accetti solo pochi alimenti selezionati, può avere difficoltà nel dormire da solo o essere apatico/ansioso.

Alcuni bambini possono essere eccessivamente oppositivi ed assumere continui comportamenti di sfida; a scuola possono manifestarsi problemi che spaziano dalle difficoltà di socializzazione, alla difficoltà di attenzione, iperattività, calo del rendimento, somatizzazioni di diversa natura (mal di pancia, di testa…), rifiuto della scuola, ansia da separazione.
Cerchiamo ora di capire chi è e cosa fa lo Psicologo e ricorriamo a tal fine alla legge del 18 febbraio 1989 che la definisce.

” La professione di Psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”. “Per esercitare la professione di psicologo è necessario aver conseguito l’abilitazione in Psicologia mediante l’esame di Stato dopo corso di laurea quinquennale ed essere iscritto nell’apposito Albo professionale”.

Tale professione si distingue dallo psichiatra, laureato in medicina che si è poi specializzato in Psichiatria. Lo psichiatra studia gli aspetti organici della mente; la sua attenzione è soprattutto ai sintomi e su di essi interviene principalmente con il farmaco, nelle situazioni di disagio conclamato ed evidente che ostacola per la maggior parte del tempo l’esistenza del soggetto.

Il neurologo è il laureato in medicina che si è poi specializzato in Neurologia; esso si occupa della diagnosi e della cura di quei disturbi che coinvolgono il sistema nervoso centrale e periferico (es. epilessia, malattie neurodegenerative).

Lo Psicologo, come appare chiaro, non interviene solo in caso di disagio strutturato ma supporta, sostiene, aiuta tutte le persone a ritrovare in loro stesse le risorse e potenzialità assopite e nascoste a causa di un periodo di vita in cui l’equilibrio emotivo  viene meno.

Lo fa attraverso il colloquio, esercizi ad hoc da fare in studio e a casa e ,con i bambini, attraverso gioco, disegno, letture, attività sulle emozioni. Inoltre agisce anche a livello di promozione del benessere e prevenzione del disagio e tale aspetto assume un ruolo primario per esempio nelle Scuole, luogo privilegiato per dare a bambini e ragazzi i giusti strumenti per diventare adulti sani, padroni delle proprie scelte, consapevoli del proprio mondo interiore e socialmente abili.

Lo Psicologo è dunque quel professionista che ha le giuste competenze per creare benessere e non solo per agire sul malessere. Lo Psicologo è per tutti e andarci non è segno di debolezza ma di consapevolezza e amore di sé e dei propri cari.

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Dott.ssa Ilaria Arzenton

 

 

 

 

 

 

 

 


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