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L’attaccamento del bambino al genitore influisce nei rapporti amorosi futuri? Come?

 

Cominciamo affrontando una scelta, quale tra questi tre atteggiamenti ti descrive meglio?

1- Non ho difficoltà a legarmi agli altri e non ho paura di dipendere da loro, né di sentirli dipendenti da me. Non vivo nel terrore di essere abbandonato/a, e non mi sento soffocare se qualcuno che amo mi si avvicina molto.

 Sei in un rapporto di equilibrio tra intimità e indipendenza: a vostro agio nei rapporti molto ravvicinati, ma con la capacità di distinguere molto bene il confine tra voi e l’altro.

 

2- Mi sento un po’ a disagio nelle relazioni con gli altri, faccio fatica a fidarmi e non riesco a pensare di dipendere da qualcuno. Quando qualcuno mi si avvicina troppo divento nervoso, e spesso mi si rimprovera di non condividere la mia intimità con nessuno.

Sei più incline all’indipendenza che all’intimità: la ‘troppa’ intimità ti fa venire voglia di scappare. Se questi tratti sono molto marcati, potresti essere accusato di freddezza o distacco

 

3- Io vorrei che gli altri si avvicinassero a me, ma loro non lo fanno. Il mio/la mia partner mi preoccupa, a volte penso che non mi ami abbastanza, a volte temo che voglia allontanarsi da me. Più cerco di avvicinarmi agli altri, più gli altri scappano.

Sei più incline all’intimità, e probabilmente il minimo segno d’indipendenza o di autonomia dell’altro ti provoca una sensazione d’inquietudine. Se questi tratti sono molto marcati, è possibile che vi si rimproveri di essere ‘appiccicosi’.

 

Secondo un’indagine statunitense, alla vostra risposta corrisponde uno stile di attaccamento che era già il vostro quando eravate molto piccoli, con tutte le conseguenze del caso.

 

1- ATTACCAMENTO SICURO

 

Il bambino è curioso ed esplora l’ambiente, e cerca la madre quando è inquieto: la madre è per lui una base sicura. Il bambino ricerca il contatto con la mamma e ama essere coccolato, ma non si dispera per il distacco, per esempio quando è adagiato. La sparizione temporanea della mamma lo fa piangere, ma si consola subito al suo ritorno.

 

Secondo la maggior parte degli studi, questo stile riguarderebbe il 60% dei bambini di diciotto mesi di età.

 

2- ATTACCAMENTO EVITANTE

 

Il bambino manifesta collere improvvise contro la madre, della quale non ricerca attivamente il contatto: non sembra particolarmente interessato a essere coccolato, ma si mette a strillare appena viene adagiato. La sparizione della mamma lo turba, ma sembra poco interessato a lei al suo ritorno.

 

Secondo la maggior parte degli studi, questo stile riguarderebbe il 25% dei bambini di diciotto mesi di età.

 

3- ATTACCAMENTO AMBIVALENTE

 

Il bambino è attaccatissimo alla madre, è poco curioso dell’ambiente, tollera male anche la più piccola separazione, si arrabbia spesso e grida spesso. La sparizione della mamma lo getta in una disperazione inconsolabile, e al ritorno della madre reagisce con tentativi spasmodici di attaccamento e notevole collera.

 

Secondo la maggior parte degli studi, questo stile riguarderebbe il 15% dei bambini di diciotto mesi di età.

 

COME CAMBIA L’ATTACCAMENTO CON L’ETÀ?

 

Alcune ricerche hanno dimostrato che indipendentemente dall’età considerata (da diciotto mesi all’età adulta), la ripartizione tra i tre principali stili di attaccamento è in sostanza identica. Con la progressione dello sviluppo dall’infanzia all’età adulta, l’attaccamento fa intervenire strutture cognitive sempre più complesse e complicate che permettono di integrare informazioni sempre più numerose e diversificate. Così, la ricerca di contatto con il partner non avviene più esclusivamente o necessariamente a livello fisico, ma si avvale anche di mezzi simbolici, e tra questi, soprattutto del linguaggio.

 

Alcuni studiosi hanno sottoposto a centinaia di persone le domande che noi vi presentiamo e hanno raccolto auto descrizioni che hanno poi confrontato ai dati raccolti durante lunghe interviste sull’infanzia, lo stile emotivo dei genitori e le descrizioni delle relazioni sentimentali più indicative.

 

I risultati dello studio mostrano che le persone le cui risposte le avvicinavano alla categoria ATTACCAMENTO SICURO erano le più globalmente felici, divorziavano meno spesso, avevano fiducia nel loro partner, lo accettavano nonostante i suoi difetti, e avevano una vita professionale soddisfacente.

 

Le persone che rispondevano invece al profilo ATTACCAMENTO EVITANTE avevano spesso una vita professionale particolarmente riuscita, ma erano quasi interamente assorbite dal lavoro e avevano una certa inclinazione alla solitudine, poiché trovavano le richieste della vita di coppia troppo impegnative: autonome, quindi, ma quasi incapaci di legarsi a qualcuno.

 

Chi aveva scelto la risposta 3, dimostrando così la prevalenza di uno stile di ATTACCAMENTO AMBIVALENTE, parlava di una vita sentimentale tormentata in cui si alternano passioni violente e delusioni crudeli, timore dell’abbandono e una certa difficoltà a concentrarsi sulle attività lavorative.

 

Alcuni ricercatori pensano che gli stili di attaccamento del bambino determinino quelli dell’adulto che diventerà, ma altri ricercatori non condividono per niente questa visione.

 

L’attaccamento non è un dogma, quindi, ma il tema di un dibattito sempre attuale che continua a nutrirsi di nuovi studi sui bambini.

 

Gli stili di attaccamento possono evolvere durante l’infanzia e cambiare di categoria per la stessa coppia mamma-bambino.

 

Le relazioni tra lo stile della madre e lo stile del bambino non sono facili da codificare, e non sono ancora state chiaramente stabilite.

 

Le difficoltà relazionali tra madre e bambino possono provenire anche da differenze di temperamento innate e quindi particolarmente difficili da rettificare.

 

Anche il padre è una figura di riferimento per quanto riguarda l’attaccamento, ed egli può moderare l’influenza della madre nel rapporto con il bambino Nelle loro relazioni amorose uomini e donne dimostrano comportamenti diversi a secondo del loro stile di attaccamento.

 

DOTT.SSA MARIA LETIZIA ROTOLO

PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGA

VIA B. CELLINI 18 BOLOGNA

 

 

 

 

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