La rinascita

La rinascita di Zubaida la storia più bella del mondo

Afghanistan , anno 2001 : Zubaida, una bambina di 10 anni rimane tremendamente deturpata dallo scoppio della bombola di kerosene della cucina.
Viene data prima per spacciata, poi quando nonostante le terribili ferite e le sofferenze si ostina a lottare per vivere la gente consiglia il padre della bambina di lasciarla morire .
Ma il padre , contro l’opinione di una cultura e di una società gretta e retrograda nella quale una donna vale infinitamente meno di un uomo , non si rassegna . Nonostante le difficoltà economiche di una famiglia numerosa alla quale l’uomo non riesce più a dare il supporto di sempre perchè impegnato a cercare qualcuno che lo aiuti a salvare la sua bambina, nonostante un servizio sanitario afghano praticamente inesistente , dove mancano le competenze , le medicine e spesso la volontà di utilizzare risorse per salvare una femmina che pare comunque condannata.
Nonostante tutto questo…
un soldato americano incrocia lo sguardo della piccola Zubaida mentre in un mercato il padre è impegnato in uno dei suoi disperati pellegrinaggi in cerca di aiuto. E’ uno sguardo senza volto a cui non si può sfuggire facendo finta che non ti riguardi. L’uomo chiede al padre della bambina che cosa le sia accaduto e , venuto a conoscienza della storia, contro ogni regolamento militare, a rischio della propria carriera , decide di aiutarli.
Ha inizio una storia che sembra quasi incredibile tale è la forza che la piccola Zubaida riesce a trasmettere, come se fosse in grado di tirare fuori la parte migliore di quelli che incontra .
Lo sguardo di Zubaida è un uragano che spazza via senza pietà tutte le miserie attribuite agli uomini, che come sospinti da qualcosa che non è di questo mondo mettono da parte differenze etniche, sociali e culturali, ambizioni personali meschinità e paure per raggiungere un fine comune che è restituire a Zubaida la sua vita.
Tra solidarietà, regolamenti aggirati, e lo straordinario impegno e dedizione di un giovane chirurgo plastico americano e della sua famiglia , Zubaida avrà per un anno una nuova casa in America. Verrà sosttoposta a numerosi interventi chirurgici non solo per ridarle un aspetto normale ma prima di tutto per liberarla dalle cicatrici che la stavano soffocando in una morsa mortale. Non sarà un cammino facile perchè a livello psicologico il fuoco ha bruciato e distrutto quanto a livello fisico, perchè la cultura afghana è lontana anni luce da quella americana. Ma dove c’è l’amore per il prossimo qualunque pelle abbia , da qualunque parte del mondo venga, le montagne diventano vallate.
Il finale sembra una fiaba , la storia è raccontata in stile giornalistico e non ci sono praticamente dialoghi ma appunto è una storia talmente travolgente che ti sembra davvero che volendolo fortemente e lottando strenuamente ogni cosa sia possibile.

“La danzatrice bambina” di Anthony Flacco.

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