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INSEGNANTI E BAMBINI DOPO L’ATTACCO AL SETTIMANALE CHARLIE, COME AFFRONTANO QUESTO MOMENTO

Dal Quotidien Francese, ecco l’uscita di una splendida intervista, effettuata ad insegnanti che hanno affrontato questo giorno di riflessione con gli alunni delle scuole elementari, che a loro volta hanno cercato di comprendere il significato di questo folle gesto.

LA VOCE DEGLI INSEGNANTI

Molti dei bambini, tra i 6 e 10 anni non erano neanche a conoscenza dell’esistenza del giornale satirico CHARLIE HEBDO, per loro non è stato facile comprendere questo atto mostruoso, che va, al di là della satira ed abbraccia diverse tematiche molto complesse tra di loro.

E’ stato nostro dovere procedere per gradi il primo punto affrontato è stato: cos’è CHARLIE HEBDO?

Charlie Hebdo è un giornale ricco di fumetti dove vengono affrontate diverse problematiche in modo comico e spiritoso, a volte succede che involontariamente chi guarda queste vignette, le interpreta a suo modo, considerandole delle provocazioni.

Ciò sconvolgeva ancor di più i bambini, che non capivano come delle vignette, che nel loro mondo sono una piacevole lettura, abbiano scaturito tanta violenza.

Sull’idea del direttore del collegio, si sono organizzati dei dibattiti in ogni classe, dove i punti principali presi in considerazione sono stati “ La libertà di espressione, il rispetto e la tolleranza” tematiche che non hanno catturato l’attenzione dei bambini, che invece erano interessati a sapere che tipo di armi avessero usato i terroristi, spinti dai vari videogiochi utilizzati durante il giorno.

A questo punto abbiamo spostato l’attenzione all’attentato dell’11 Settembre del 2001 a New York, questo esempio ha ricondotto l’attenzione sul terrorismo, spiegando alla classe come si stia diffondendo un sentimento di violenza da parte di organizzazioni islamiche, che utilizzando il terrore attraverso la violenza, cercano d’ imporre le proprie idee.

Ed è proprio questo il punto cardine ”le idee” che si differenziano in modo contrastante.

Due popoli con diverse religioni, con diversa cultura, con diverso modo di intendere l’uomo e la donna e con diverso modo di affrontare le diversità.

Il popolo francese lo fa con il dialogo ed il confrontarsi in modo civile, il popolo islamico cerca di imporre le proprie idee con atti di violenza e terrore.

Molti bambini erano terrorizzati dall’accaduto, per diminuire ed alleviare questo stato di paura abbiamo spiegato l’importanza delle forze dell’ordine, che subito dopo questo avvenimento hanno potenziato i controlli e sono in guardia per proteggerci,  da eventuali nuovi attacchi.

Abbiamo spiegato ai bambini che la missione del mondo islamico e proprio quello di renderci un popolo timoroso, noi dobbiamo essere forti e reagire, continuando la nostra vita e difendendo il dono più grande la libertà di parola, che fa parte della nostra civiltà.

 

VOCE DEGLI ALUNNI

ROSALIE,  11 ANNI:  Mercoledì uscendo ho visto l’auto piena di poliziotti, il tutto mentre uscivo dalla mia lezione di danza. Mi chiedevo cosa stava succedendo, quando sono tornata a casa ho visto la televisione che hanno parlato dei giornalisti uccisi. Ho avuto paura, il giorno dopo gli insegnanti ci hanno consegnato dei disegni di cartoni animati ed abbiamo discusso della libertà di espressione.

LEONARD, 10 ANNI: Abbiamo cominciato con un minuto di silenzio, abbiamo parlato di tutto in aula e anche durante la ricreazione, hanno detto che i disegni non erano il vero motivo, perché è impossibile uccidere tante persone per alcuni disegni.

DORIAN, 10 ANNI:  E’ tutto molto triste quello che è successo, quando uccidono i giornalisti è grave, perché non possiamo sapere cosa succede nel mondo.

LORETTE, 10 ANNI: Sono davvero triste ma non ho paura perché la polizia ci difende.

 

Je suis Charlie et vous!!!!!!!

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