cutting

Cos’è il cutting?

Il Cutting consiste nell’infliggere volontariamente ferite al proprio corpo, utilizzando lamette, forbici, coltelli, fermagli o un qualsiasi altro oggetto affilato.

Cutting significa tagliarsi, ma per gli adolescenti vuol dire “esprimersi”.

Il Cutting è un fenomeno in continuo aumento e rientra in quei comportamenti classificati come autolesionistici, ovvero attuati in modo deliberato e ripetitivo, ma non è quasi mai associato alla volontà di togliersi la vita, al contrario manifesta il desiderio di esistere.

Non è un caso infatti che comportamenti come il cutting, il burning (bruciarsi con le sigarette) o il branding (marchiarsi a fuoco la pelle con un ferro rovente) siano particolarmente frequenti durante l’adolescenza, una fase della vita in cui si è chiamati ad assolvere un compito molto importante: la costruzione della propria identità.

 

Il corpo, seppur in continuo cambiamento, amato e al tempo stesso rifiutato, assume un valore importantissimo per l’adolescente che, nel tentativo di affermare se stesso, lo utilizza in quanto unica cosa su cui può esercitare un controllo.

La pelle è l’organo che definisce il nostro confine corporeo, in grado di separare ciò che sentiamo dentro da ciò che ci circonda fuori e, in quest’accezione, attaccare il corpo, tagliando la pelle, si carica di una forte valenza comunicativa. Il taglio infatti darà luogo ad una ferita che, a sua volta, lascerà una cicatrice, un segno visibile al mondo esterno quindi, in grado di raccontare e testimoniare una storia, spesso troppo difficile da spiegare.

Nell’incapacità di esprimere una sofferenza, tagliarsi rappresenta a volte l’unico modo a disposizione dell’adolescente per ristabilire un equilibrio e per interrompere le emozioni negative. Nel cutting l’attenzione passa dal dolore mentale al dolore fisico e tagliarsi dà l’illusione di avere ripreso il controllo, di avere scaricato la tensione e trovato sollievo.

 

I disagi psicologici che si nascondono dietro al cutting sono molteplici:

 

  • tristezza, solitudine, rabbia, paura di perdere qualcuno
  • senso di vuoto e inutilità
  • sensazione di fallimento e paura di non farcela
  • bisogno di indipendenza dai genitori e sfida verso le regole

 

Il cutting, seppur agito all’insaputa dei genitori e tenuto nascosto, viene condiviso dagli adolescenti sui social. Internet, di fatto, contribuisce alla diffusione di questi comportamenti autolesivi. Su Youtube si possono trovare tutorial che offrono dimostrazioni pratiche di come ferirsi, e numerosi sono i video in cui i ragazzi raccontano la propria esperienza.

Condividere il proprio corpo tagliato potrebbe rispondere al bisogno del ragazzo di espellere il proprio disagio e la propria sofferenza. Anche in questo caso c’è il desiderio di esprimersi e di mostrarsi in maniera visibile.

 

Nell’offrire aiuto e supporto agli adolescenti è necessario evitare giudizi, accuse e punizioni, perché più che puntare il dito sul gesto in sé, è funzionale far parlare il ragazzo, aiutarlo a capire cosa sente , cosa prova e a cosa gli serve tagliarsi. Compito dei grandi è quello di ascoltare i ragazzi, aiutandoli a capire, facendogli sentire che ci siamo e che lui non è solo.

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Dott.ssa Psicologa Nicoletta Remiddi2

 

 

 

 

 

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