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Bimbo ‘contagiato’ da allergia dopo trasfusione per fortuna un falso allarme

Lo dimostra un caso in Canada, dopo una trasfusione si scopre allergico a due alimenti, ma per fortuna dopo poco più di un mese tutto scompare, ma nasce l’allerta, il donatore deve specificare tutte le allergie e le intolleranze alimentari.

E’ possibile che una trasfusione di sangue ‘trasmetta’ al ricevente anche eventuali allergie alimentari. Lo dimostra, scrivono i medici dell’Hospital for Sick Children di Toronto sul Canadian Medical Association journal, il caso di un bimbo canadese, che dopo un intervento è risultato intollerante a burro di arachidi e pesce che invece prima mangiava normalmente.
Il donatore spiega Julia Upton, che ha seguito il caso, alla Cbs, era fortemente allergico a questi cibi, e ha probabilmente trasmesso anche le proteine legate alla risposta immunitaria, le cosiddette IgE, alle piastrine del ricevente. Il caso si è risolto in pochi mesi, perchè le IgE non erano prodotte dal ricevente e quindi sono gradualmente sparite.

”Anche se molto rara, genitori e parenti devono essere avvertiti della possibilità che chi ha ricevuto una trasfusione possa aver sviluppato allergie a cibi che consumava prima – concludono gli autori -. Non bisogna però allarmarsi, questo problema ha una prognosi eccellente e si risolve in pochi mesi”.

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