Genitori Vs Figli

ADOLESCENTI VS GENITORI: 4 REGOLE PER CAMBIARE INSIEME

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L’adolescenza, per definizione, è considerata come un periodo molto critico dello sviluppo, caratterizzato da complesse e molteplici trasformazioni. I genitori, in questa profonda fase di crescita, si trovano a dover rinegoziare la relazione con i propri figli, per far fronte ai cambiamenti emergenti e per ristabilire l’equilibrio.

 

Quali sono i cambiamenti legati all’adolescenza?

  • Da un punto di vista fisico si ha la maturazione del corpo sessuato, la corrispettiva comparsa dei caratteri sessuali secondari e la conseguente manifestazione degli impulsi sessuali. I ragazzi, vedendosi diversi nel proprio schema corporeo, sono chiamati a rielaborare l’immagine di sé e del proprio corpo infantile per assumere l’aspetto di giovani adulti.
  • Da un punto di vista psicologico il processo di separazione/individuazione è fondamentale nella costruzione dell’identità. I ragazzi sono chiamati a comprendere i propri sentimenti, a mettere alla prova le abilità e i processi di pensiero, a capire quale livello di autonomia possono raggiungere e a sperimentarsi al di fuori della “base sicura” fornita dai genitori. Solo differenziandosi avranno modo di individuarsi e di costruire la propria identità.
  • Da un punto di vista relazionale diviene fondamentale “stare fuori”, avventurarsi il più lontano possibile dalla “base”. In questa fase il gruppo dei pari diventa il punto di riferimento principale per gli adolescenti, che possono sperimentare le loro capacità di stare insieme, di condividere degli obiettivi, di misurare le proprie capacità intellettuali, fisiche e sociali.

L’adolescente vive questi cambiamenti con un iniziale senso di smarrimento, senza aver ben affinato né identificato le strategie efficaci per affrontare la vita e assolvere i nuovi compiti di sviluppo. Non a caso l’adolescenza viene definita da Victor Hugo come “la più delicata delle transizioni”. Questa fase della crescita è realmente tumultuosa, sia per i ragazzi che per i genitori e porta con sé inevitabili conflitti, relazioni faticose e discussioni per la conquista di nuovi diritti e di una maggiore autonomia.

L’immagine metaforica del gioco del tiro alla fune ben rappresenta, secondo lo psicoterapeuta Alberto Pellai, il rapporto genitori-figli e può aiutare il genitore a riflettere sul suo atteggiamento e su come poter regolamentare la pratica quotidiana. Se nell’infanzia il bambino preferisce stare dalla stessa parte dell’adulto e cerca nel genitore un alleato per affrontare la sua quotidianità, nell’adolescenza ha un ruolo più attivo e decisionale. L’adolescente  “cambia squadra” e comincia a tirare la fune per far entrare l’adulto nel suo territorio. E’ un gioco di forza, in cui si rende necessario trovare un equilibrio tra le parti. La vera fatica del genitore sta nel tirare la corda dosando con cura la forza e l’energia da impiegare, a seconda della situazione.

 

Come possono, i genitori, uscirne vivi? Quali le regole da seguire?

 

  • TIRARE LA FUNE QUANDO OCCORRE. Il genitore si rende disponibile a giocare la partita con il figlio, misurando la forza, uguale e/o contraria con cui tirare la fune. E’ una partita in continuo indivenire, che cambia ogni giorno sotto gli occhi dei genitori, che si trovano a dover ricalibrare di volta in volta le loro azioni. Sicuramente questo approccio è faticoso per l’adulto, in quanto richiede attenzione ed energia e, soprattutto, la capacità di mettersi in gioco.

 

  • NEGOZIARE. Nel processo di esplorazione del mondo, gli adolescenti contestano le regole stabilite precedentemente e richiedono una sempre maggiore libertà di azione. Mettere in discussione regole e autorità genitoriale risponde ad uno scopo preciso: stabilire il limite oltre cui è possibile andare. Solo sperimentandosi e mettendosi alla prova i ragazzi avranno modo di riconoscere e di tracciare il confine entro cui poter arrivare. Stimolare l’autonomia però non vuol dire abolire le regole, ma, al contrario, vuol dire imparare a negoziare, offrendo così un importante momento di scambio e di confronto. Le richieste mosse dagli adolescenti vanno accolte, ma sempre negoziate perché, nonostante i tentativi di ribellione, i ragazzi hanno ancora bisogno che i genitori continuino a svolgere la loro funzione di contenimento e di protezione.

 

  •    ASSUMERE UN ATTEGGIAMENTO MENO PROTETTIVO.

L’atteggiamento dei genitori dovrebbe essere flessibile, a seconda della situazione o del problema da affrontare. Assumere un atteggiamento meno protettivo vuol dire osservare il proprio figlio mentre compie “le prove di crescita”. Vuol dire evitare di sostituirsi a lui quando esprime i suoi slanci di autonomia, quando sperimenta le proprie competenze fuori dal nucleo familiare e quando testa il suo senso di auto-efficacia.

 

  • COMUNICARE. Nel rinegoziare la relazione è importante mantenere un atteggiamento accogliente e pronto all’ascolto, ma comunicare con i ragazzi non è affatto facile, né per i genitori, né per i ragazzi stessi. Per comprendere l’adolescente è necessario andare oltre ciò che dice verbalmente e non soffermarsi sulla prima spiegazione, ma riflettere sul messaggio della comunicazione, cercando un punto di vista diverso. Uno stesso messaggio, o una stessa “reazione” possono essere letti ed avere significati diversi a seconda del momento o del contesto in cui vengono espressi. Accogliere e ascoltare senza formulare giudizi permette di mantenere intatto quel luogo protetto, quella “base sicura”, in cui i ragazzi possono tornare ogni qual volta ne hanno bisogno.

 

Scriveva Giorgio Gaber “Un bambino è un essere pensante, pieno di dignità, di orgoglio, di desiderio di autonomia, non sostituirti a lui, ricorda che la sua implicita richiesta è “aiutami a fare da solo”.

Nell’adolescenza vale lo stesso principio: osservare i proprio figli, stando loro vicino, ma mantenendosi ad un passo di distanza. Questo permette agli adolescenti di crescere, di sperimentarsi e di trovare la propria strada, consapevoli che per ricevere aiuto dai genitori dovranno solo chiederlo.

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Dott.ssa Psicologa Nicoletta Remiddi2

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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